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Le confraternite nell’Islam: la "Tidjaniyya"
Fondata da El Tidjani verso la fine dell’800, la Tidjaniyya ha trovato in El-Hâdj Omar Tall il suo grande propagatore nell’Africa Occidentale sia tramite i suoi insegmaneti sia tramite la Guerra Santa.
Guidata da capi, grandi conoscitori dei testi dell’Islam, oggi la Tidjaniyya ha un impatto culturale e sociale non indifferente oltre ad essere aperta al progresso.
Questa confraternita deve il suo nome al suo fondatore Abu Ahmed b. Muhammad b. Muhtar b. Salim el Tidjani che nacque nella regione di Laghouat (Algeria) nel 1737 e morì a Fez (Marocco) nel 1815. Dopo aver studiato in famiglia si stabilì a Tlemcen, nel 1768, fino al giorno della sua partenza verso i luoghi santi dell’Islam, la Mecca e Medina, nel 1773. Durante il viaggio ascolta gli insegnamenti di Maestri famosi e si fa iniziare in due Confraternite. Di ritorno nel Maghreb, durante un ritiro in un’oasi, ha una rivelazione, l’apparizione diurna di Maometto che gli chiede di fondare l’Ordine che ora porta il suo nome, gli insegna il “wird” e gli ordina di iniziare il suo lavoro di direzione spirituale. Ritorna a Fez nel 1798 dove si stabilisce definitivamente.
Coloro che entrano a far parte della Confraternita devono farlo escludendo, abbandonando ogni altra affiliazione e impegnarsi a non abbandonarla mai. Inoltre hanno la pretesa di appartenere a una classe superiore di musulmani. Queste esigenze e questa pretesa derivano dal fatto che il Fondatore rivendica per sé il titolo di sigillo dei santi e Polo dei Poli. Questi titoli derivano da speculazioni mistico-esoteriche dei pensatori mistici musulmani, in particolare Ibn al-Arabi (1164-1240).
Con questi titoli, El-Tidjani dice di avere ricevuto lo stesso spirito di Maometto e di avere ricevuto, con una rivelazione speciale, la missione di essere sulla terra il suo Califfo e anche il suo insegnamento e il suo “wird”.
Da questa valorizzazione del loro Sceicco fondatore e dalla credenza che il suo influsso, derivato dal Profeta stesso, passa per l’intermediario di coloro che sono stati legittimamente istituiti per trasmettere il suo insegnamento e il suo “wird” deriva il dovere dell’ assoluta obbedienza del discepolo al suo Maestro iniziatore.
D’altra parte i membri della Confraternita sono assicurati dell’intercessione del Fondatore presso il Profeta Maometto che garantirà loro il perdono, i tesori della grazia divina e il Paradiso.
Sviluppo della Confraternita in Africa Occidentale
Con la morte del Fondatore la Confraternita si afferma in Africa Occidentale. I suoi primi adepti, che furono anche i suoi primi propagatori, furono i membri di una tribù mauri del Walata in Mauritania. E’ presso di loro che il suo più grande propagatore sarà messo in contatto con la Confraternita. Questo grande propagatore è El-Hadj Omar Tall.
Nato verso il 1795 da un marabutto istruito e pio, membro di una famiglia nobile del Fouta Toro in Senegal, riceve la sua prima formazione e fa i suoi primi studi con suo padre. Poi va presso i Mauri del Walata per perfezionarsi. E’ qui che riceve la sua prima iniziazione alla Mistica Tidjani.
Si dedica a una vita ascetica e mistica, devoto, saggio e facendo proseliti. Verso il 1828, parte in pellegrinaggio ai Luoghi Santi dell’Islam. Dopo questi riti si aggrega a un Maestro della Tidjaniyya dal quale riceve una seconda iniziazione e l’investitura come Maestro d’iniziazione e Califfo della Confraternita.
Ritorna dal pellegrinaggio e si fa conoscere, durante le tappe del suo ritorno, e nel suo paese e dintorni, come l’unico depositario dei segreti del Fondatore della Via e, ben presto, come l’erede perfetto del Profeta Maometto, unico vero dispensatore della sua Benedizione.
Al suo ritorno, dopo un periodo di insegnamento della sua scienza religiosa, parte per un viaggio di reclutamento e per preparare la Guerra Santa (in arabo : djihad) contro i pagani che non possono essere convertiti. Emigra poi lungo la frontiera del Fouta Djalon (in Guinea) dove galvanizza i suoi discepoli, insegna loro la Via e inculca loro gli elementi della Guerra Santa. In seguito si lancia in questa guerra che egli giustifica con una rivelazione divina. Questa Guerra Santa si estenderà su gran parte del territorio del Mali e del Senegal attuali, contro i pagani e, a due riprese, contro i Francesi, ma anche contro l’Impero dei Peul del Macina che era musulmano, col pretesto che i Peul musulmani avevano accettato di allearsi con i Bambara pagani di Segou, e dunque erano ipocriti.
In primo luogo, all’inizio di ogni spedizione, in conformità ai principi della Guerra Santa, egli invitava i capi pagani a convertirsi. Queste spedizioni finivano sempre in saccheggi, massacri e la distruzione dei luoghi di culto delle religioni tradizionali. Fu fondato una specie di impero, ma di fatto, non faceva che passare lasciando ai suoi luogotenenti o ai suoi figli, il compito di organizzare il territorio. Nel 1862, occupa la capitale del Macina dove si ferma. Ma scoppia una rivolta.
Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 1864, egli deve fuggire da questa città e rifugiarsi in una grotta della falesia di Bandiagara dove muore a causa di una frana dovuta a una esplosione nella grotta. Nasce la leggenda che non sia morto, ma semplicemente scomparso. I suoi figli e suo nipote si impongono più o meno, ma per poco tempo, poiché le truppe francesi conquistano rapidamente questa regione.
L’insegnamento di El-Hadj Omar Tall
Quale è stata l’influenza religiosa di questo guerriero sull’Islam in Africa occidentale? Lasciando da parte le lotte, le vittorie e le sconfitte, bisogna scoprire il Maestro che faceva esercizi spirituali durante le sue campagne, che componeva le sue opere di cui la più importante il “Libro delle lance” è un commentario della vita del Fondatore e delle dottrine della Tidjaniyya. Aveva un’alta opinione della sua missione : purificare, mantenere e proteggere l’Islam tramite una Confraternita nuova e militante. Il suo libro aveva come scopo di mettere le regole della Via alla portata di tutti, trasmettendo il suo sapere e le sue esperienze.
E’ un uomo impregnato di misticismo, cioè desideroso d’imitare il più possibile il Profeta dell’Islam Maometto. Insegna ad essere umili e ad avere fiducia in Allah ; per questo l’adorazione e la lode del Profeta sono fondamentali.
Per giungere alla conoscenza che avvicina a Dio imitando il Profeta, è necessario avere un Maestro qualificato al quale il discepolo si sottomette ciecamente. Riprende l’insegnamento del Fondatore e dei mistici per adattarlo alla sua gente.
La Tidjaniyya oggi
E’ vero che, a causa della sua guerra, si è fatto odiare in certe regioni. Ma resta comunque vero che questa Confraternita è tuttora attiva e anche, nel Senegal, per esempio, molto influente. Essa si caratterizza per la qualità dei suoi capi, molto superiori ad altri. Conoscendo generalmente molto bene i Testi fondamentali dell’Islam, i membri della Tidjaniyya hanno un comportamento culturale e sociale molto valido. Sono aperti al progresso. Alcuni dei loro Maestri, come Tierno Bokar Salif Tall, sono stati uomini di grande spiritualità e apertura.
La Tidjaniyya si è divisa in diversi rami, fra cui l‘Hammalismo che voleva purificarla. Ma è anche vero che il comportamento di certi discepoli, con la venerazione che portano al loro Maestro, soprattutto in quei rami separati, si avvicina più alla superstizione che alla fede pura in Dio e al desiderio di piacergli e sottomettersi a Lui in tutto.
La preghiera della Tidjaniyya
Fra le pratiche proprie alla Confraternita, c’è una preghiera che conviene recitare durante l’ufficio : “Mio Dio, benedici e dà la pace alla Sorgente della Misericordia divina, alla Pietra preziosa e indubitabile che racchiude la base stessa della comprensione e dell’intelligenza, alla Luce degli esseri contingenti, nati dalla razza di Adamo, che possiede la Verità divina. Illumina chi attraversa le nubi portatrici di pioggia benefica che riempie tutti i mari e tutti i recessi che s’interpongono, alla tua Luce che brilla per la quale hai riempito l’universo che racchiude tutti i luoghi conosciuti.
Mio Dio, benedici e dà la pace alla Sorgente della verità dove si manifestano i troni delle verità essenziali, la Sorgente diretta delle conoscenze, la Via la più completa e diritta. Mio Dio, benedici e dà all’Apparizione della Verità per mezzo della verità, il grande Tesoro, la tua Emanazione, che viene da te e a te ritorna, il “Totalizzante” della Luce potente.
Che Dio lo benedica, come pure la sua famiglia, di una benedizione che ce lo farà finalmente conoscere”. (Traduzione di M.L.Fitzgerald - in Etudes Arabes n .3 - Ed. P.I.S.A.I, Le preghiere della Tidjaniyya, p. 71)
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