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Senegal: Il mercato dei miracoli
di Marco
Trovato
Al di là dei grattacieli governativi,
oltre i bagliori dei buildings di rappresentanza, inizia la
Medina, cuore pulsante di Dakar. E' un cuore malato, come
quelli che battono all'unisono nelle periferie dimenticate
Strade di fango, odore di piscio, baracche
sbilenche divorate dalla ruggine.
La Medina è l'altra faccia di Dakar:
uno sterminato groviglio di lamiere e di umanità alla deriva,
senza più confini né leggi. E' un caos allegro e mortale, un
cimitero di sogni infranti. Un quartiere abbandonato a se
stesso dove si vanno ad arenare le speranze di chi è fuggito
dalla savana, rincorso dal deserto ed attirato da un imbroglio
chiamato città.
Sono molti, moltissimi. Arrivano da ogni parte del paese,
sicuri di trovare in poco tempo la fortuna.
Poi si ritrovano, disperati, al Marché de Tilène, il mercato
dei miracoli. Sorge a due passi dalla grande Moschea e forse
anche questa vicinanza contribuisce a conferire poteri
eccezionali alla merce che si vende.
E' il mercato più autentico e africano della capitale, sorto
spontaneamente e allargatosi ben presto a macchia d'olio.
Le sue bancarelle si ramificano in mille viuzze per oltre un
chilometro ed ogni giorno attirano circa mezzo milione di
clienti.
Accanto a frutta, verdure, perline e cosmetici, espongono, tra
l'altro, antibiotici, pillole e fiale, tutte cose rubate negli
ospedali locali, come attestano le etichette.
I malati che non hanno soldi contanti per pagare le medicine,
barattano con il commerciante qualche manufatto: un vestito
per dieci compresse, un recipiente in terra cotta per una
confezione di sciroppo; la contrattazione per lo scambio è
spannometrica.
Ma dove finisce la medicina moderna iniziano i banchi dei
rimedi tradizionali, affollati da clienti dalle prime ore del
mattino. Grappoli di guaritori e ciarlatani si nascondono
dietro montagne di mercanzie varie. In generale offrono
intrugli di bacche, ossa, unghie di animali, corna, radici e
polveri: tutti ingredienti per pozioni magiche contro sfortuna
e malocchio. Chi si precipita qui ha un problema talmente
serio da richiedere il rinforzo di qualche amuleto che metta
in moto il soprannatuale.
Su commissione, infatti, si preparano i "gris-gris
", talismani capaci di donare soldi, successo, salute e
amore.
Con 5.000 franchi cfa., circa 15.000 lire, ci si assicura la
serenità del proprio futuro (ma le tariffe lievitano
improvvisamente se il cliente è un turista). Ma non è tutto:
coniugando religione, magia e misticismo, infaticabili
commercianti di "gris-gris" si spacciano persino da
"marabout", uomini di Dio a metà strada tra i santi
e i profeti.
I "marabout" sono veneratissimi nella cultura
senegalese, così questi volgari millantatori finiscono con
l'arricchirsi facendosi gioco dell'inossidabile fede popolare.
Sono abili a confezionare ogni tipo di pomata. medicamento e
filtro magico; da loro si può conoscere il proprio destino,
vendicarsi di qualche nemico, costringere alla resa una
fidanzata restia, o condannare all'impotenza il rivale in
amore. Le tecniche appartengono all'iconografia tradizionale:
disegni sulla sabbia, lancio di ossicini e conchiglie, soffi e
sputi, conditi da versetti del Corano e prostrazioni
meditative per dare al tutto un tono ancor più misterioso e
crepuscolare, tanto da inventare un termine "ad hoc"
per indicarle "maraboutage", dove il suffisso "age"
denota
insieme disprezzo e inquietudine. I creduloni che si fanno
abbindolare non sono solo i poveri di Medina. Tra le
bancarelle sgattaiolano anche numerosi insospettabili
cittadini che non se la sentono di rompere del tutto con la
magia: sotto la camicia e la cravatta custodiscono gelosamente
potentissimi "gris-gris". Nessuno - neppure i
politici e gli uomini d'affari - si avventura in decisioni
importanti senza aver consultato il proprio oracolo di
fiducia. Il labile confine tra modernità e tradizione
africana, tra razionalità e superstizione, si perde nelle
caotiche vie del Marché de Tilène.
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