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Religioni storiche e New Age
di Maddalena Masutti
Nelle religioni storiche si constata
ovunque una diminuzione delle pratiche religiose tradizionali
e un crescente aumento di interesse per i fenomeni dalla
coloritura religiosa nuova. Più personalizzata, ma anche più
fluida ed evanescente.
Difficile comprendere se si tratta di
un declino della religione in generale o del sorgere di una
maniera diversa di essere religiosi.
Rapidi mutamenti
Stanno
senz'altro alla base di gravi situazioni di disagio comuni a
tutti i tipi di società. E sono capaci di influenzare gli
individui facendoli passare da una forma di spersonalizzazione
ad un'altra. Nei paesi ricchi la società capitalistica di
fabbrica, con gli operai costretti a produrre in serie, sta
cedendo il passo ai più silenziosi, ma anche più efficaci
sistemi computerizzati. Si lavora sempre più per mezzo di
"comunicazioni" a distanza. A scapito della presenza
diretta e quindi di rapporti umani più ricchi ed immediati.
Aumenta la ristrettezza dei posti di lavoro per le persone
meno qualificate e si fa più pressante il fantasma della
disoccu-pazione. Nei paesi più poveri cresce la situazione di
dislivello che non permette possibilità economiche e tecniche
adeguate per entrare in competizione o almeno per sollevarsi
dalla miseria. Quindi accentuazione di ogni forma di degrado:
fame, immigrazione, violenza... Per tutti, ricchi e poveri
esiste l'incertezza del futuro, la paura della concorrenza,
della solitudine, dell'abbandono, paura dei cittadini che
ospitano e degli stranieri che cercano ospitalità... Paura,
anzi paure. E di ogni tipo.
Le richieste
La
prova di quanto la religione sia una realtà connaturata
all'uomo, è anche il fatto che il bisogno delle risposte da
lei attese, cresce con l'aumento delle necessità. Le nuove
sette a coloritura religiosa puntano direttamente all'ambito
affettivo, più suscettibile alle variazioni di ogni genere.
Si propongono come capaci di dare risposte non più
deducibili, dalle religioni storiche. "Coltivano la
logica del cuore". Propongono una ricerca di armonia, di
pace, di superamento dello stress, di incoraggiamento
personale e di stima. Anche di partecipazione alle decisioni
del gruppo di appartenenza. E possibilmente alle
realizzazioni. Le grandi religioni tradizionali vengono
rimproverate di mancare di fratellanza, calore, dialogo,
incontro, sicurezza... Come se dai loro principi dottrinali
fondamentali, non si potessero più dedurre, com'è sempre
avvenuto, le norme di affiatamento tra le persone o di
comportamento adeguato al variare delle circostanze.
Senza dubbio le sette tengono in grande considerazione
l'individuo. I loro propagandisti vanno di casa in casa e
fanno pervenire la corrispondenza personalmente. Hanno dei
capi carismatici, come si dice, molto disponibili ad orientare
le persone, offrendo appoggio a chi necessita di sicurezza ed
è incline alla sottomissione senza spirito critico.
New Age
Attualmente sta prendendo piede sempre più
un orientamento generale che va anche oltre le sette e si
diffonde a scala ingrandita: verso "l'universale".
Il "vecchio mondo, dicono, volge al termine e le
religioni tradizionali non prospettano nulla. Troppo oberate
dalla ristrettezza di vecchi dogmi, da una morale che sa di
chiuso e da istituzioni sclerotizzate che faticano a
sopravvivere".
La New
Age o "nuova era", età dell'Acquario, è molto
diffusa nel mondo anglosassone e nel nord Europa. Si sta però
diffondendo in maniera impressionante anche in Italia. A
differenza delle sette non pone in discredito assoluto le
grandi religioni. Non fa un taglio netto con il passato. Si
ritiene in grado di correggerlo e di integrarlo. Ha delle
puntate teologiche nei confronti di Cristo che mettono in
discredito il cristianesimo. E nello stesso tempo fanno da
esca per i cristiani impreparati, attratti dal nuovo o dal
diverso. Da questo punto di vista, la New-Age è più
pericolosa delle sette stesse. Può dare l'impressione di
potervi facilmente appartenere senza rinnegare la propria fede
e il proprio battesimo. Senza pericoli quindi.
Di che cosa si tratta?
Una signora russa, Helena Blavatsky Petrovna (1831-1891),
ricercatrice spirituale molto apprezzata, capace di una
conoscenza non comune delle potenzialità psicologiche, dopo
aver viaggiato in tutto il mondo, arrivò nel 1873 negli Stati
Uniti. Sembra che a segnare in modo determinante la sua vita,
fosse stato l'incontro con un grande guru orientale il
"Mahatma M." Aperta a tutti i grandi problemi del
suo tempo, sentì il bisogno di impostare una valorizzazione
dell'individuo più consapevole e responsabilizzata.
Psicologicamente più adeguata. Assieme ad Henri Steel Alcott,
fondò a New York nel 1875, la Società Teosofica, il cui
centro internazionale venne da lei stabilito nel 1882 a Madras
(India).
Influenze sul movimento ci furono anche da parte del pensiero
di molte personalità di rilievo come Carl G. Jung
(1875-1961), Rudolf Steiner (1861-1925) ed Alice Bailey
(1881-1949). A quest'ultima, seguace convinta della Blavatsky,
si deve l'espressione "New Age".
Le proposte di New Age
H. Blavatsky trovò in "teosofia"
il termine adatto per lanciare la sintesi del suo pensiero. In
uso fra i pensatori greci, la parola teosofia si riferisce
alla saggezza divina. Come essa si rivela all'interno dello
spirito umano, annota l'autrice, non come una fede o una
scienza imposte all'uomo dall'esterno. Significato che era
presente nei sistemi filosofici cinesi, indiani, egiziani già
nell'antichità. E più o meno ricorre in tutti i secoli fra
gli gnostici, i neoplatonici, i mistici. Per la Blavatsky si
tratta di mettere assieme, in vista di un arricchimento
reciproco, ciò che vi è di meglio nel pensiero occidentale
con quello orientale. Di fondere verità comuni a tutte le
religioni, associandole con il sapere primordiale
dell'umanità e con le leggi della natura. Inizialmente non è
considerata una nuova religione: non possiede un credo, dei
dogmi o un rituale. Non lega, non obbliga. Pone come elemento
base un principio onnipresente, eterno, immutabile, da cui
deriva il mondo visibile. In esso "Cristo, Parola vivente
e creatrice", non è altro che "la coscienza
universale attivamente presente in tutti i fenomeni della
creazione". Il Cristo è cosmico, possiede cioè
l'energia che è operante in tutte le cose. Ma "il Cristo
cosmico è anche il Cristo uomo incarnatosi in Gesù di
Nazaret". E le teorie su Gesù nello sviluppo della
New-Age si sono addensate e diluite quasi nel tentativo di
volerne adattare l'immagine ad ogni esigenza personale. Nel
tentativo non di comprendere in maniera più profonda il
cristianesimo, ma di assimilarlo ad elementi comuni. Gesù
avrebbe avuto la sua iniziazione in Oriente, sarebbe un "avatar",
un super illuminato, alla maniera di Krishna, che si reincarna
a riprese e ritornerà clamorosamente durante l'era
dell'Acquario. Per ristabilire una nuova ed unica religione
universale. La sua venuta non è stata una manifestazione
storica unica o particolare.
Le insufficienze di New-Age
Senza volerci addentrare nell'ambito
teologico, le proposte di New-Age dimostrano la loro
precarietà proprio nel campo psicologico, dove coltivano
maggiormente le loro predilezioni. Nessuna delle grandi
religioni può accettare di perdere la propria specificità
perchè rientra nel valore storico della verità. La verità
ha dei punti fermi. Le religioni offrendo e mantenendo i
principi dottrinali di fondo, assicurano alla stessa
psicologia ciò di cui ha bisogno per essere seria. Non si
può vivere senza radici. Si parla tanto di ritorno alle
radici.
L'euforia dello scardinamento per chi ha sentito
l'appartenenza come una costrizione, può dare un senso di
libertà. Ma nuotare nel vuoto o lanciarsi nell'effimero è
questione di momenti. Si finisce sempre col cadere da qualche
parte.
Lo spirito missionario che deve investire oggi più che mai
ogni cristiano, consiste principalmente nel mantenere saldo il
proprio aggancio alle verità della fede cristiana. Con
maggiore convinzione, con apertura e rispetto degli altri.
Anche con il desiderio di approfondire e ampliare la propria
conoscenza in modo da rendere la disponibilità al dialogo
maggiormente ricca e fruttuosa. Ma senza confusione e con
convinzioni salde. Un modo nuovo, forse, di essere religiosi.
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