|
La Pace è un affare di tutti
L’economia mondiale sta diventando sempre più ingiusta e insostenibile: uccide più delle bombe, semina guerre e tensioni, alimenta povertà, disoccupazione ed esclusione sociale.
L’abisso che separa una minoranza ricca e la maggioranza impoverita dell’umanità sta diventando sempre più profondo.
Negli ultimi cinquant’anni il mondo
ha conosciuto uno sviluppo senza precedenti. La ricchezza pro
capite è triplicata.
Dovremmo, dunque, stare tutti meglio.
* L’ingiustizia economica provoca la maggior parte di conflitti del nostro tempo alimentando instabilità e insicurezza in tutto il mondo. L’impossibilità per molti Stati di svilupparsi economicamente sta moltiplicando le tensioni e le fratture sociali, i danni ambientali, le carestie e la diffusione delle malattie, la crescita della criminalità organizzata, i conflitti per il controllo di risorse vitali come la terra, l’acqua o l’energia, le guerre civili ed etniche, le distruzioni e i profughi.
* Quest’ingiustizia affonda le radici in un neoliberismo che non sa rispondere ai veri bisogni delle persone e non rispetta i diritti umani. Essa cresce in un’economia organizzata per il profitto di pochi anziché per il benessere di tutti, che mette il mercato al di sopra delle persone e che privilegia: la competizione selvaggia anziché la cooperazione; i profitti resi possibili dalle disparità anzichè la riduzione di esse; le rendite finanziarie e i guadagni speculativi anziché la produzione; la crescita quantitativa dell’economia anzichè la qualità e la distribuzione dei beni e dei servizi; lo sfruttamento della natura e dell’ambiente anziché la loro protezione.
* Tutti i popoli dovrebbero beneficiare della crescente interdipendenza e dei progressi realizzati in campo scientifico e tecnologico. E invece... priva di ogni regolazione democratica, la globalizzazione dei mercati e dell’economia, con la forte crescita degli scambi commerciali internazionali e degli investimenti esteri delle imprese multinazionali, sta favorendo solo alcuni paesi più forti e alcune élite economiche e sociali, aumentando la marginalizzazione di milioni di persone e dei paesi più poveri del mondo.
* L’economia mondiale che sta emergendo è fondata su una “ideologia del mercato e della competizione senza regole” che rischia di travolgere tutto e tutti, in una spirale verso il basso che riduce i salari e la protezione sociale, viola molti diritti umani, crea nuove povertà, provoca l’aumento della disoccupazione, distrugge le risorse e l’ambiente naturale, alimenta la diffusione dell’economia “sporca” e accentua la crisi della democrazia politica.
|