AFRICA
SETTEMBRE-OTTOBRE 2008
copertina n 5-2008

Clicca qui per vedere le altre copertine e poi
cliccale per vederne il sommario



Contattaci:

   per informazioni

provincia@padribianchi.it

  animazione missionaria

animazione@padribianchi.it

   redazione:

africa@padribianchi.it

Tel: 0363 44 726


P.I.S.A.I. 


Mostre fotografiche
AFRICA

clicca qui per informazioni


Scambi-links

CASA EDITRICE POLARIS S.r.l.

Libri per viaggiare



LUGLIO-AGOSTO 2008


MAGGIO-GIUGNO 2008


MARZO-APRILE 2008


GENNAIO-FEBBRAIO 2008


NOVEMBRE-DICEMBRE 2007


SETTEMBRE-OTTOBRE 2007


LUGLIO - AGOSTO 2007


MAGGIO-GIUGNO 2007

 

TANZANIA: Prime elezioni multipartitiche

Testo di: Victor Missiaen

Nonostante la confusione e la disorganizzazione delle operazioni di voto, le prime elezioni pluripartitiche della Tanzania hanno permesso al popolo di esprimere le sue scelte, che pur confermando la supremazia del partito finora al potere, hanno dato spazio ad una opposizione democratica.

 

Ci son volute tre settimane per votare. La data delle elezioni era il 29 ottobre. Per Dar es-Salaam fu organizzata una nuova votazione il 19 novembre, perchè le prime votazioni furono annullate. In altre parti del paese ci fu un rinvio o un prolungamento del voto , anche di giorni.

 

Cosa non ha funzionato?

Certamente ci fu un'organizzazione inefficiente. La Commissione elettorale non si è bene organizzata nella distribuzione del materiale, nell'addestramento del personale e nella sua remunerazione. In certo qual modo sono stati troppo preoccupati della sicurezza, di evitare imbrogli nel voto, manomissioni alle urne, ecc. Gli impiegati dei seggi dovevano ritirare il materiale (schede, urne, timbri, l'inchiostro indelebile, i certificati per la pubblicazione dei risultati), ma dovevano anche andare alle sedute istruttorie e cercare il denaro per le loro allocazioni.
La Commissione elettorale aveva deciso di mettere i seggi di voto vicino alla gente, col risultato che c'erano 35.000 seggi da equipaggiare, sparsi in tutto il paese. Non c'è da sorprendersi se era un po' troppo da fronteggiare.
Ci furono anche manipolazioni e imbrogli? Sì, ce ne sono stati. Tuttavia si ha l'impressione che la percentuale di procedimenti normali e di voti espressi regolarmente è stata abbastanza alta da poter dire che la volontà del popolo è stata espressa correttamente; l'insieme delle procedure scorrette non è stato tale da giustificare la ripetizione delle elezioni in tutto il paese.

 

Zanzibar

Zanzibar ha uno statuto speciale. Per il governo delle isole l'elezione ebbe luogo il 22 ottobre. Il candidato del CCM ha ottenuto una vittoria di stretta misura. Il Dr. Amour (CCM) ha ottenuto il 50,2 % dei voti, e il Sign. Hamad (CUF) il 49,8 %. La Commissione Elettorale di Zanzibar ha dichiarato l'elezione legale e valida, anche se resta un certo scetticismo. Da allora, per Zanzibar il CCM ha rifiutato di formare un governo di coalizione. Il 29 ottobre Zanzibar ha votato nuovamente per il Presidente e il Parlamento dell'Unione. Da notare che Zanzibar con 300.000 votanti ha 50 seggi nel Parlamento dell'Unione, mentre la città di Dar es-Salaam con più di 700.000 voti ne ha 7.

 

Il Presidente

Il nuovo Presidente, Sign. Mkapa, ha ottenuto il 60 % dei voti espressi. (Nelle isole di Zanzibar ha ottenuto solo il 50 %). Il rivale principale di Mkapa era Augustine Mrema (NCCR-Mageuzi). Mrema è uscito dal partito CCM nel febbraio 1995, in protesta per uno scandalo (abuso di finanziamenti esteri da parte di un certo Sign. Chavda). Mrema era popolare fra la gioventù e le donne perchè difendeva la loro causa. Ha uno stile populista. Ha ottenuto il 32 % dei voti. Molti lo vedrebbero con piacere nel governo, ma esitano a vederlo come l'uomo che ha da dire l'ultima parola. Ottenere il 32 % dei voti dopo una così breve preparazione come leader dell'opposizione non è stato un successo da poco.
Benjamin Mkapa è un buon uomo, con un passato pulito. E' intelligente ed ha una lunga e varia esperienza in giornalismo, come ambasciatore e ministro. E' un gran lavoratore. E' diventato il favorito dell'ex Presidente Nyerere, il che gli fu più un handicap che un vantaggio. Il grosso punto è sapere quanto potere riuscirà ad avere sul suo partito. Avrà la forza e la libertà di scegliere il governo che vuole? Si vedrà quando proporrà al voto del Parlamento il suo nuovo primo ministro seguito dalla proposta dei ministri di governo.
Molti tanzaniani hanno l'impressione che tutto è tornato come prima. Altri sperano nell'opposizione, anche se ridotta: può sempre porre questioni in Parlamento e fare proposte alternative alla politica del governo. In generale la gente ha votato per quei candidati ritenuti capaci e desiderosi di portare aiuto e difendere effettivamente i bisogni degli elettori.
Procurare vantaggi sembra più importante che avere un passato pulito.

 

Fattori religiosi e tribali

Nei mesi scorsi il fattore religioso aveva incominciato ad alzare la testa. Un certo gruppo di musulmani sottolineavano la necessità dell'unità fra musulmani. Quando sorse un possibile deputato nella persona del Prof. Malima (che era stato ministro, appartenente al CCM fino a luglio) che aveva aderito al NRA (Alleanza Rivoluzionaria Nazionale) - un gruppo molto piccolo - ci si domandava cosa stava succedendo. Egli morì di un attacco cardiaco a Londra, in agosto.
Un altro candidato musulmano, presentatosi tardi in agosto come candidato alla Presidenza, Ibrahim Lipumba del CUF (Fronte Civico Unito) attirò alcuni sostenitori a motivo della sua preparazione accademica (è un economista). Ma rifiutò di essere usato da una minoranza musulmana. In effetti la gente votò per le personalità. Il fattore religioso non si riscontra nei risultati.
E' presente, invece, un certo elemento tribale, ma nel senso che si è votato più per chi "vive in mezzo a noi e difenderà i nostri interessi". L'identità tanzaniana è ormai sufficientemente radicata ed apprezzata ed è capace di controllare simili realtà sociologiche.
Con diversi partiti è inevitabile che sorga un certo regionalismo; i partiti hanno forza diversa secondo le diverse regioni.
Le aree nelle quali i partiti di opposizione hanno avuto una qualche presa sulla base, sembrano essere quelle nelle quali, prima della nazionalizzazione delle risorse economiche, il movimento cooperativistico e le società cooperative avevano avuto forza ed esperienza (Bukoba, Mwanza, Mara, Moshi, Arusha, Iringa, Mbeya). Queste regioni hanno anche un certo impatto economico e finanziario.

 

Il cammino della democrazia

Un aspetto piuttosto negativo di queste elezioni è il fatto che hanno dimostrato che i politici hanno perduto molta credibilità negli anni recenti e le elezioni stesse hanno aumentato ancor più la mancanza di fiducia nei politici. Anche il Presidente ritirato Julius Kambarage Nyerere ha perduto molta della stima che la gente aveva di lui, facendo campagna elettorale così apertamente in favore del suo partito, il CCM. Molti avrebbero preferito che si impegnasse per i problemi e per la costruzione dell'unità nazionale.
Camminando per Dar es-Salaam il giorno dopo le elezioni del 29 ottobre era come essere ad un "kilio", una veglia funebre. La gente era confusa e vergognosa che le cose fossero andate male.
Un momento di verità è nello stesso tempo penoso e liberatorio. Si spera che aiuti la gente a dipendere di meno dalla élite politicamente potente, spesso poco numerosa, e a imparare invece a contare su se stessi e organizzare le proprie cose a partire dalla base. Una effettiva democrazia non è costruita dall'alto, ma dal basso in sù. C'è ancora una lunga strada prima che arriviamo a questo in Tanzania. Ma abbiamo fatto un buon passo nella direzione giusta, anche se la prima impressione può essere negativa. Dopo tutto la democrazia è più una cultura e un procedimento, che un'organizzazione o una struttura statica.