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TANZANIA: Prime elezioni multipartitiche
Testo di: Victor Missiaen
Nonostante la confusione e la
disorganizzazione delle operazioni di voto, le prime elezioni
pluripartitiche della Tanzania hanno permesso al popolo di
esprimere le sue scelte, che pur confermando la supremazia del
partito finora al potere, hanno dato spazio ad una opposizione
democratica.
Ci son volute tre settimane per votare. La
data delle elezioni era il 29 ottobre. Per Dar es-Salaam fu
organizzata una nuova votazione il 19 novembre, perchè le
prime votazioni furono annullate. In altre parti del paese ci
fu un rinvio o un prolungamento del voto , anche di giorni.
Cosa non ha funzionato?
Certamente ci fu un'organizzazione
inefficiente. La Commissione elettorale non si è bene
organizzata nella distribuzione del materiale,
nell'addestramento del personale e nella sua remunerazione. In
certo qual modo sono stati troppo preoccupati della sicurezza,
di evitare imbrogli nel voto, manomissioni alle urne, ecc. Gli
impiegati dei seggi dovevano ritirare il materiale (schede,
urne, timbri, l'inchiostro indelebile, i certificati per la
pubblicazione dei risultati), ma dovevano anche andare alle
sedute istruttorie e cercare il denaro per le loro
allocazioni.
La Commissione elettorale aveva deciso di mettere i seggi di
voto vicino alla gente, col risultato che c'erano 35.000 seggi
da equipaggiare, sparsi in tutto il paese. Non c'è da
sorprendersi se era un po' troppo da fronteggiare.
Ci furono anche manipolazioni e imbrogli? Sì, ce ne sono
stati. Tuttavia si ha l'impressione che la percentuale di
procedimenti normali e di voti espressi regolarmente è stata
abbastanza alta da poter dire che la volontà del popolo è
stata espressa correttamente; l'insieme delle procedure
scorrette non è stato tale da giustificare la ripetizione
delle elezioni in tutto il paese.
Zanzibar
Zanzibar ha uno statuto speciale. Per il
governo delle isole l'elezione ebbe luogo il 22 ottobre. Il
candidato del CCM ha ottenuto una vittoria di stretta misura.
Il Dr. Amour (CCM) ha ottenuto il 50,2 % dei voti, e il Sign.
Hamad (CUF) il 49,8 %. La Commissione Elettorale di Zanzibar
ha dichiarato l'elezione legale e valida, anche se resta un
certo scetticismo. Da allora, per Zanzibar il CCM ha rifiutato
di formare un governo di coalizione. Il 29 ottobre Zanzibar ha
votato nuovamente per il Presidente e il Parlamento
dell'Unione. Da notare che Zanzibar con 300.000 votanti ha 50
seggi nel Parlamento dell'Unione, mentre la città di Dar
es-Salaam con più di 700.000 voti ne ha 7.
Il Presidente
Il nuovo Presidente, Sign. Mkapa, ha ottenuto
il 60 % dei voti espressi. (Nelle isole di Zanzibar ha
ottenuto solo il 50 %). Il rivale principale di Mkapa era
Augustine Mrema (NCCR-Mageuzi). Mrema è uscito dal partito
CCM nel febbraio 1995, in protesta per uno scandalo (abuso di
finanziamenti esteri da parte di un certo Sign. Chavda). Mrema
era popolare fra la gioventù e le donne perchè difendeva la
loro causa. Ha uno stile populista. Ha ottenuto il 32 % dei
voti. Molti lo vedrebbero con piacere nel governo, ma esitano
a vederlo come l'uomo che ha da dire l'ultima parola. Ottenere
il 32 % dei voti dopo una così breve preparazione come leader
dell'opposizione non è stato un successo da poco.
Benjamin Mkapa è un buon uomo, con un passato pulito. E'
intelligente ed ha una lunga e varia esperienza in
giornalismo, come ambasciatore e ministro. E' un gran
lavoratore. E' diventato il favorito dell'ex Presidente
Nyerere, il che gli fu più un handicap che un vantaggio. Il
grosso punto è sapere quanto potere riuscirà ad avere sul
suo partito. Avrà la forza e la libertà di scegliere il
governo che vuole? Si vedrà quando proporrà al voto del
Parlamento il suo nuovo primo ministro seguito dalla proposta
dei ministri di governo.
Molti tanzaniani hanno l'impressione che tutto è tornato come
prima. Altri sperano nell'opposizione, anche se ridotta: può
sempre porre questioni in Parlamento e fare proposte
alternative alla politica del governo. In generale la gente ha
votato per quei candidati ritenuti capaci e desiderosi di
portare aiuto e difendere effettivamente i bisogni degli
elettori.
Procurare vantaggi sembra più importante che avere un passato
pulito.
Fattori religiosi e tribali
Nei mesi scorsi il fattore religioso aveva
incominciato ad alzare la testa. Un certo gruppo di musulmani
sottolineavano la necessità dell'unità fra musulmani. Quando
sorse un possibile deputato nella persona del Prof. Malima
(che era stato ministro, appartenente al CCM fino a luglio)
che aveva aderito al NRA (Alleanza Rivoluzionaria Nazionale) -
un gruppo molto piccolo - ci si domandava cosa stava
succedendo. Egli morì di un attacco cardiaco a Londra, in
agosto.
Un altro candidato musulmano, presentatosi tardi in agosto
come candidato alla Presidenza, Ibrahim Lipumba del CUF
(Fronte Civico Unito) attirò alcuni sostenitori a motivo
della sua preparazione accademica (è un economista). Ma
rifiutò di essere usato da una minoranza musulmana. In
effetti la gente votò per le personalità. Il fattore
religioso non si riscontra nei risultati.
E' presente, invece, un certo elemento tribale, ma nel senso
che si è votato più per chi "vive in mezzo a noi e
difenderà i nostri interessi". L'identità tanzaniana è
ormai sufficientemente radicata ed apprezzata ed è capace di
controllare simili realtà sociologiche.
Con diversi partiti è inevitabile che sorga un certo
regionalismo; i partiti hanno forza diversa secondo le diverse
regioni.
Le aree nelle quali i partiti di opposizione hanno avuto una
qualche presa sulla base, sembrano essere quelle nelle quali,
prima della nazionalizzazione delle risorse economiche, il
movimento cooperativistico e le società cooperative avevano
avuto forza ed esperienza (Bukoba, Mwanza, Mara, Moshi, Arusha,
Iringa, Mbeya). Queste regioni hanno anche un certo impatto
economico e finanziario.
Il cammino della democrazia
Un aspetto piuttosto negativo di queste
elezioni è il fatto che hanno dimostrato che i politici hanno
perduto molta credibilità negli anni recenti e le elezioni
stesse hanno aumentato ancor più la mancanza di fiducia nei
politici. Anche il Presidente ritirato Julius Kambarage
Nyerere ha perduto molta della stima che la gente aveva di
lui, facendo campagna elettorale così apertamente in favore
del suo partito, il CCM. Molti avrebbero preferito che si
impegnasse per i problemi e per la costruzione dell'unità
nazionale.
Camminando per Dar es-Salaam il giorno dopo le elezioni del 29
ottobre era come essere ad un "kilio", una veglia
funebre. La gente era confusa e vergognosa che le cose fossero
andate male.
Un momento di verità è nello stesso tempo penoso e
liberatorio. Si spera che aiuti la gente a dipendere di meno
dalla élite politicamente potente, spesso poco numerosa, e a
imparare invece a contare su se stessi e organizzare le
proprie cose a partire dalla base. Una effettiva democrazia
non è costruita dall'alto, ma dal basso in sù. C'è ancora
una lunga strada prima che arriviamo a questo in Tanzania. Ma
abbiamo fatto un buon passo nella direzione giusta, anche se
la prima impressione può essere negativa. Dopo tutto la
democrazia è più una cultura e un procedimento, che
un'organizzazione o una struttura statica.
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