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Angelo Belotti nasce a Villa d’Ogna nel 1936, secondo di una famiglia operaia di 13 figli. Secondo la tradizione cristiana del tempo, due giorni dopo, nel freddo del mese di dicembre, viene portato in chiesa per il battesimo.
Dopo le scuole elementari in paese, entra nel nostro seminario minore a Parella, vicino a Ivrea. Conseguita la maturità classica, nel 1957 si reca in Francia, a Gap, per l’anno di spiritualità. Prosegue gli studi teologici in Belgio a Heverlee dal 1958 al 63.
Era costume allora chiedere agli studenti di imparare il fiammingo. Non era una pratica che raccoglieva molti entusiasmi, tuttavia Angelo vi si mette e riesce a parlarlo discretamente. Gli interessava molto poter avere contatti con la gente del posto, sopratutto quando gli studenti passavano di casa in casa per vendere i calendari missionari. Incontra qualche problema di salute, una forma di tubercolosi che lo porta a passare un certo tempo al sanatorio.
Riprende poi gli studi e pronuncia il giuramento missionario a Heverlee il 28 giugno 1962. Viene ordinato sacerdote a Clusone l’anno seguente, il 7 luglio 1963.
Nei seminari dove ha passato gli anni della formazione si nota il suo carattere aperto e gioioso. Ma è anche una persona che sa dire quello che è giusto anche se i suoi interventi non sono sempre apprezzati da tutti. C’è una dimensione del suo carattere che lo porta ad un senso profondo della giustizia, ma anche ad essere fermo, le relazioni dei formatori usano il termine cocciutaggine. È curioso leggere in un rapporto che, dopo dieci anni passati in seminario, un provinciale scriva che Angelo potrebbe essere un buon missionario nelle zone rurali, ma non nell’insegnamento dei seminari! Ironia della sorte: p. Angelo passerà diversi anni nei seminari in Africa, come in Italia!
Secondo la prassi delle provincia italiana di quegli anni, la sua prima nomina è al seminario minore di Treviglio. Insegnate e formatore, partecipa a pieno alla vita di una comunità di ragazzi numerosa e piena di vitalità. Contemporaneamente frequenta la facoltà di lingue moderne all’università di Milano e conseguirà la laurea nel 1971. Angelo passa il primo decennio nei nostri seminari in Italia tra Treviglio e Gargagnago. Nel 1970 diventa superiore del seminario liceale. Sono anni difficili per la formazione e non sempre si è chiari sullo stile che si vuole dare. Si tergiversa su molti aspetti e non mancano le contestazioni anche da parte dei giovani.
Nel 1972 viene la nomina per l’Africa, e il Malawi in particolare. Angelo deve prima imparare l’inglese, dato che aveva fatto la formazione francofona. Si reca quindi a Londra per alcuni mesi, prima di partire per il Malawi, dove atterra nel gennaio del 1973. dopo alcuni mesi di studio della lingua Cewa, è nominato nella parrocchia di Madidi nella diocesi di Lilongwe. Eccetto l’interruzione dal 1982 al 1987 per l’animazione missionaria in Italia, Angelo esercita il ministero in diverse parrocchie della diocesi di Lilongwe: Madidi, Ludzi, Likuni, Nkotakhota. È anche professore di storia della chiesa nel seminario maggiore di Kachebere dal 1979 al ’82.
Nel 1987 è nominato regionale, un ministero che eserciterà per due mandati, partecipando così al capitolo del 1998. È questo un segno che è un confratello apprezzato e stimato. Durante il suo mandato regionale sostiene la formazione del centro di Kanengo per sviluppare la riflessione sull’impegno cristiano nel sociale. Mentre il centro di Mua è assodato per lo studio del passato e delle tradizioni che marcano la società malawiana, il nuovo centro si orienta verso l’impegno cristiano nel sociale e nel politico.
Verso la fine del suo mandato si manifestano i primi segni della malattia. Rientra in Italia per degli esami in marzo 2002. Viene diagnosticato un tumore all’intestino. Dopo un primo intervento all’ospedale S. Raffaele di Milano, p. Angelo ritorna in Malawi dall’aprile al giugno 2003, quando rientra in Italia per continuare la terapia. Si rende necessario un secondo intervento seguito da sessioni di chemioterapia. Risiede a Treviglio dove aiuta anche nel ministero locale secondo le sue possibilità.
P. Angelo è un lottatore. Non si arrende facilmente, né si lascia aiutare molto. Cerca di essere il più indipendente possibile per non pesare sul resto della comunità. L’ospedale di Treviglio lo prende in cura e nel reparto di oncologia viene seguito con molta attenzione e competenza. Spesso, però, è Angelo stesso che non segue le indicazioni terapeutiche, perché teme che nel tempo il processo di assuefazione ai farmaci gli causi problemi maggiori.
Gradualmente la malattia si sviluppa e lo indebolisce fisicamente. Si rende conto della sua condizione, ma continua a lottare. A settembre si accorge che da solo non riesce più a gestire efficacemente la terapia. Si convince, su consiglio di confratelli e di medici, di farsi ricoverare all’hospice di Borgo Palazzo a Bergamo.
Vi rimane circa un mese e mezzo. Il personale medico e infermieristico è eccezionale, mantenendo l’atmosfera di famiglia e un alto livello di attenzione alle sue esigenze, insieme ad una competenza medica di prima qualità. Con il dolore sotto controllo, p. Angelo passa quelle settimane nella tranquillità. Una delle sorelle gli è accanto ogni giorno, mentre i suoi numerosi familiari lo visitano regolarmente. Con piacere vede anche i suoi compaesani con il parroco che li accompagna. Da Treviglio noi, suoi confratelli ci alterniamo a passare a salutarlo.
Quando si pensava che la sua condizione si fosse stabilizzata e si potesse rispondere al suo desiderio di morire a casa, la malattia prende il sopravvento. In pochi giorni la sua condizione precipita e p. Angelo spira lunedì 24 mattina. Al suo capezzale hanno fatto tempo ad arrivare due sorelle e due confratelli.
Secondo il suo desiderio, viene sepolto nel suo paese natale di Villa d’Ogna il 26.
A noi ora rimane di coglierne l’eredità. Un’eredità di impegno per quello che è giusto. Un’eredità di una vita donata per gli altri, di capacità di accogliere e di imparare per donare di più.
p. Luigi Morell
provinciale
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